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Tenuta Montemagno, un Relais Chateaux, tra i vigneti del Monferrato

Tenuta Montemagno, un Relais Chateaux, tra i vigneti del Monferrato

Un’aristocratica tenuta ubicata in un casale del XVI secolo, tra i comuni di Montemagno, Viarigi, Casorzo e Altavilla, nel cuore del Monferrato. Gli imprenditori Tiziano e Flavio Barea non solo ristrutturano l’antica dimora nobiliare portandola all’odierno splendore, ma la trasformano un Relais – Wines. Un progetto mirato alla riscoperta di questo territorio, custode di antiche tradizioni, ridando così nuovo fasto alle mura testimoni della loro storia. Non solo boutique hotel, realizzano anche una cantina per produrre vini autoctoni, grazie all’interpretazione personale e all’innovazione apportata da enologi e tecnici di grande esperienza e capacità. Una produzione di vini che rivelano le diverse caratteristiche di queste valli complesse e affascinanti, come le colline del territorio su cui sorge, un “luogo altamente vocato alla vite”, così lo descrissero le antiche mappe napoleoniche.

La favorevole esposizione dei vigneti a Sud-Ovest, il particolare microclima, il terreno argilloso e calcareo, la lavorazione interamente fatta a mano, le brillanti intuizioni della famiglia Barea e la sapiente consulenza dell’enologo Gianfranco Cordero, creano dei vini unici. Oggi, nascono bottiglie di grande importanza inserite nella classifica “Top 100” dei migliori vini d’Italia. Tradizione vuole che le operazioni di vendemmia – vinificazione – affinamento avvengono nelle antiche cantine affrescate, ora attrezzate con tecnologie all’avanguardia, dove prendono vita e riposano vini tradizionali dal forte carattere e vini decisamente nuovi, come il TM Brut, un metodo classico ottenuto vinificando uve della Barbera.

La Tenuta Montemagno è adagiata sulle dolci colline al 45° parallelo, coordinata particolarmente vocata alla coltivazione della vite sino da epoche antiche. Nascono così vini di grande importanza, rappresentanti dell’eccellenza italiana, piemontese e monferrina nel mondo.

Cento ettari che racchiudono i più importanti cru piemontesi: la Barbera d’Asti, con le vigne più antiche che raggiungono gli ottant’anni d’età. Il Grignolino d’Asti, un rosso secco, asciutto e spiccatamente tannico. Il Ruché di Castagnole Monferrato, uno dei più antichi vitigni piemontesi, presente solo nei territori di questa tenuta. La Malvasia di Casorzo, un rosso che nasce da uve esposte a Sud – Sud Ovest, che esprime il meglio di sé nelle sue tre diverse interpretazioni; ferma – spumantizzata – passita. Il Monferrato è anche espressione di grandi vini bianchi: il Timorasso qui vinificato in purezza per risaltare la sua mineralità e complessità olfattiva, oltre alla longevità. In queste terre trova spazio anche un vitigno internazionale come il Sauvignon, che trae mineralità e complesse note olfattive dalla struttura argillosa del terreno.

Il metodo TM è sinonimo di eccellenza: in vigna, in cantina e in bottiglia.

Produzioni limitate e un’accurata defogliazione della vigna per consentire una corretta areazione dei grappoli selezionati e raccolti a mano, determinano la qualità della materia prima che viene portata in piccole cassette nelle cantine.

Una seconda selezione, rigorosamente manuale, precede la fase di diraspatura meccanica e la successiva fermentazione effettuata esclusivamente con lieviti nobili selezionati. Per i vini rossi, l’avvio di questa delicata fase avviene solo al riempimento della vasca, mantenendo in perfetto equilibrio le temperature grazie alla tecnologia Nectar.

Riguardo i vini bianchi adottano una pressatura leggera e una macerazione carbonica con ghiaccio secco al fine di preservare i delicati e preziosi aromi e profumi che contraddistinguono le uve di Timorasso e Sauvignon. L’ossidazione viene prevenuta grazie alle lavorazioni effettuate in ambiente anaerobico. L’affinamento e l’imbottigliamento si svolgono in atmosfera controllata.

Una particolare attenzione è data all’ordine e alla costante pulizia degli ambienti, prima fra tutti la cantina, dove avviene la fermentazione e l’imbottigliamento, eseguito in ambiente saturo d’azoto.

Metodi tradizionali, ricerca innovativa e tecnologie all’avanguardia sono gli ingredienti fondamentali per dare nuovo vigore ai vini classici.

Il colle su cui sorge la Tenuta esprime un’armonia stilistica che si ritrova nel Relais, al ristorante, in cantina e naturalmente in bottiglia. Sulla sommità della collina, il cui impianto originario risale al 1500, sorge il ristorante. Siamo in pieno Monferrato, territorio d’importanza storica per il Piemonte e l’Italia annoverato fra le località patrimonio dell’Unesco. Il locale si ispira al territorio monferrino e al Piemonte, ma spazia oltre le colline che lo circondano, alla ricerca di connubi in grado di valorizzare tanto il prodotto tipico, quanto la materia prima sempre di qualità assoluta. La tradizione viene rivisitata e reinterpretata in chiave contemporaneità, alleggerendo i piatti piemontesi più caratteristici, creando un legame di gusto con il non lontano mare. Una cucina che non teme la sperimentazione, ricerca la prelibatezza degli ingredienti seguendo la stagionalità, proponendo il meglio dell’offerta del mercato locale e la produzione dell’orto della Tenuta. Freschezza o sapori forti, leggerezza o proposte elaborate, trovano l’ideale abbinamento con la lista enologica nella carta dei vini prodotti da Tenuta Montemagno. Giocando con gli abbinamenti tra le diverse portate e valorizzare al meglio l’esperienza gastronomica consigliata dallo chef e dal maitre. Una carta a Km zero.

Tiziano Barea, classe 1960, è un eclettico imprenditore varesino, a soli 18 anni fonda la “BTSR”, una società di successo a livello internazionale nella progettazione – sviluppo – produzione e distribuzione di sensori per diversi segmenti industriali, con una storica predilezione per il settore tessile. Con il nuovo millennio, decide di diversificare i propri interessi investendo nel settore vitivinicolo.

Nel 2006 fonda la Tenuta Montemagno, dove non solo produce diciassette etichette vinicole di grande pregio e quattro grappe, ma crea un esclusivo “Relais & Wine” di lusso tra le colline dei suoi vigneti.

La terza impresa, in ordine di tempo, insieme alla figlia Vanessa, costituisce un’azienda dedicata alla progettazione – produzione di accessori per l’equitazione, la loro grande passione condivisa. “Safe Riding”, un marchio, che progetta e realizza la prima e unica staffa che coniuga tre caratteristiche, fondamentali per amazzoni e cavalieri, in un unico prodotto: la sicurezza totale di apertura in caso di caduta del cavaliere – il comfort di una pedana ammortizzata – la personalizzazione realizzata con design estremamente accurato. Tiziano Barea, dopo la famiglia, dimostra la sua più grande passione; quella di essere un imprenditore innovativo. Che si tratti di elettronica, vino o staffe, la sua abilità è quella di intuire e prevenire le prossime richieste di mercato, proponendo costantemente delle soluzioni all’avanguardia.

Come si diventa imprenditori a diciotto anni?

Nel mio caso, come per molti altri, è stata la passione. Elettronica e tecnologia esplosero negli anni dei miei studi superiori, una curiosità sempre accesa, voglia di mettersi in gioco e il desiderio di lasciare una traccia nella società dove sono nato e cresciuto; l’Alto Milanese. Così è nata BTSR, la prima in ordine cronologico, delle aziende che ho creato.

Inizialmente, produceva sensori per l’industria tessile, settore ampiamente presente nel territorio al quale appartengo, oggi progetta e produce sensori e soluzioni “high tech” per diversi mercati.

Dai sensori per l’industria a Vigneron, il passo è breve?

Più che breve è stato un passo naturale. Arrivato a quarant’anni mi sono chiesto cosa “volessi fare da grande”. BTSR era avviata da tempo e stava procedendo a gonfie vele. Necessitavo di nuovi stimoli – occasioni per mettermi in gioco, li ho trovati nella produzione di vini, un’altra delle mie grandi passioni. Creare una cantina, partendo da zero, era un po’ come tornare alle origini imprenditoriali, il settore che amo profondamente.

Il Monferrato, per scelta o per caso?

Quando decisi di produrre vino, iniziai la mia ricerca tra la Toscana e il Piemonte per individuare la località dove costruire la cantina, due zone ricche di tradizioni enologiche e di Antichi casali. Fu proprio qui, che rimasi colpito dal Monferrato. Un luogo che tutti conoscono, ma che pochi hanno veramente visitato. Rimasi affascinato dalla profondità delle radici storiche del territorio e dalla sua dolce bellezza, due fattori molto importanti per la mia ricerca e da quanto questa terra fosse vocata alla coltivazione della vite. Il Casale Antico, oggi, il cuore pulsante della Tenuta Montemagno, è stata una scelta fortemente voluta. Quando lo vidi, durante i numerosi viaggi con la famiglia nel Monferrato, mi colpì subito. Certo erano necessari importanti interventi di restauro, costruire una cantina e attrezzarla con tecnologie di ultima generazione, ma la posizione rispondeva perfettamente a quello che stavo cercando. Il mio obiettivo era chiaro, un antico casale, circondato da vigneti con esposizione sud sud-ovest, terra bianca argilloso calcarea, in un territorio che non rivelasse nulla di moderno, che non deturpasse la bellezza di quel paesaggio. Oggi il Monferrato è patrimonio dell’UNESCO per la sua bellezza paesaggistica.

Il Brut TM, prodotto con un metodo innovativo, è solo innovazione enologica o condivide un’ispirazione imprenditoriale?

TM Brut è il risultato di entrambe le cose. Da imprenditore ho sempre cercato di portare l’innovazione in tutto quello che produco. La Barbera, è un vitigno tipico del Monferrato, mi sono sempre chiesto perché non fosse mai stata creata una Bollicina Metodo Classico con le sue uve. I migliori Champagne Francesi, vengono realizzati con uve Pinot Noir, a bacca rossa ma con polpa bianca, esattamente come le nostre della Barbera nel Monferrato Astigiano, conosciute e apprezzate per il loro piacevole grado di acidità, condizione questa ideale per la realizzazione di una Bollicina Metodo Classico. Così, mi sono messo in gioco con l’amico – enologo della Tenuta Montemagno Gianfranco Cordero. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma la mia volontà era quella di fare innovazione, creare un prodotto unico, seguendo la solida strada della tradizione, con le antiche uve Barbera. Abbiamo quindi sviluppato un percorso che parte dalla vendemmia e si conclude con la vinificazione e l’affinamento, un risultato, a mio parere, strepitoso. Una bollicina dal sapore unico, di grande acidità e sapidità, di piacevolissima bevibilità. Con una percentuale di solfiti largamente inferiore ai valori imposti per i vini certificati “Bio”, caratteristica comune a tutti i vini della nostra Tenuta. Un tenore di solfiti incredibilmente bassi,il nostro TMBrut presenta solo 69mg/litro contro i 150mg/litro (limite fissato per un vino Biologico).

Una bollicina che unisce le caratteristiche della Barbera con la freschezza e la briosità dello spumante, in grado di reggere benissimo un “tutto pasto”, proprio per la sua capacità di pulire il palato. La Barbera, diventa Metodo Classico, per tornare ad essere vino, una volta che il bicchiere si è vuotato, lasciando profumi incredibili e unici, che riescono a stupire ed emozionare chi è alla ricerca della qualità e dell’esclusività di un prodotto veramente unico.

Da un casale del XVI secolo, a un Relais di lusso con un ristorante di alto livello, parlaci di questa  trasformazione.

Più che trasformazione direi una naturale evoluzione. Produrre vino vuole dire anche ricercare una materia prima, con la quale si possano realizzare delle portate che meglio si abbinino, per esaltarne profumi e sapori. Creare un ristorante era passo obbligato; gli spazi a disposizione consentivano di pensare a qualcosa in più. Così, come sempre spinto dalla voglia di mettermi sempre in gioco, abbiamo pensato che la struttura potesse offrire anche dell’ospitalità.

Conseguentemente nasce la Tenuta Montemagno Relais & Wine. Il nostro ristorante “La civetta sul comò” offre una cucina che si ispira al territorio monferrino e al Piemonte, ma che guarda oltre le colline, alla ricerca di unioni in grado di valorizzare tanto il prodotto tipico, quanto la materia prima, il più possibile a chilometro zero e sempre di assoluta eccellenza.

Tra i vigneti, la cantina, il Relais e il ristorante, un giorno, sorgerà anche un esclusivo centro di equitazione?

Ho sempre cercato di trasformare le mie passioni in lavoro, perché sono convinto che è la chiave che porta sempre al risultato, un semplice segreto per essere felici. L’equitazione è un’altra delle mie grandi passioni, sia l’allevamento che le competizioni, in particolare il salto ad ostacoli, sport che pratico con passione insieme a mia figlia Vanessa. In effetti agli inizi insieme alla Cantina costruii anche una Scuderia e dei Paddock per l’allevamento dei puledri nati dalle nostre fattrici, ma inseguito per garantire il benessere dei cavalli e per concentrare la Tenuta sulla produzione dei vini, decisi di scindere le due attività. Oggi abbiamo la Tenuta Montemagno Relais & Wines e la Tenuta Montemagno Horses, un allevamento di cavalli per salto ad ostacoli, che scorrazzano felici nei bellissimi prati verdi, in zona Divignano, sempre in Piemonte.

Progetti futuri?

Consolidare il successo dei vini e del Relais Tenuta Montemagno, contribuendo a diffondere anche la notorietà di un territorio, il Monferrato, che nulla ha da invidiare a zone ben più note del Piemonte, per storia, cultura e qualità della produzione vinicola.

Soprattutto se si pensa ai vitigni autoctoni, per cui Tenuta Montemagno rappresenta certamente un’eccellenza. l’Italia detiene la più grande biodiversità a livello mondiale, abbiamo oltre 1.300 varietà ampelografiche, tipologie di vitigni. Nel Monferrato, nelle province di Asti e Alessandria, dove Tenuta Montemagno si estende con i propri vigneti, vantiamo alcuni tra gli autoctoni più importanti come; il Ruchè di Castagnole Monferrato, il Timorasso, la Malvasia di Casorzo un autoctono estremo. Una varietà ampelografica unica nel suo genere che sul nostro pianeta si trova, incredibilmente, solo a Casorzo, all’interno di un’area ristretta che comprende Viarigi, Altavilla e Montemagno, dove ha sede proprio la nostra Tenuta.

 

 

 

Articolo e intervista di Maurizio Pelli, editore

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