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Chef Pietro Li Muli, avanguardia nella tradizione

Chef Pietro Li Muli, avanguardia nella tradizione

Pietro Li Muli nasce a Palermo nel 1988. Oggi è un giovane e affermato chef.

Gia da piccolo mostra interesse – passione per la cucina, speso affascinato dalla madre durante la preparazione dei piatti tipici della sua Sicilia.

Gli stessi profumi e sapori del passato sono quelli, che oggi, dalle memorie ispirano le sue creazioni. Presto decide di trasformare la sua passione in professione. Inizia il suo percorso lavorativo al ristorante Calette a Cefalù, dove apprende la cucina tipica regionale, con una predilezione per le ricette di mare. Dopo varie esperienze, diventa executive chef del ristorante “L’Ottava notta” di Palermo, dove rimarrà per sette anni. Con la partecipazione all’Expo 2015 accresce e conferma la sue esperienze professionali.

Oggi lo vediamo protagonista su Rai1 nella trasmissione “Mezzogiorno Italiano” dove presenta lo “sfincione”, la tipica – soffice focaccia palermitana. Pietro, da executive chef del ristorante “Sobremesa” passa alla “Taverna dei 4 canti”, dove tutt’oggi lavora.

Ingredienti genuini, qualità della materia prima sono le priorità della sua cucina, dove esprime la sua personalità raccontando la storia culinaria Siciliana, cercando sempre di regalare emozioni che possano lasciare un ricordo e un segno positivo ai commensali che degustano i suoi piatti.

Le sue ricette, ispirate dalla cucina classica regionale, sono reinterpretate in chiave moderna, mantenendo gli elementi distintivi dei piatti siciliani tradizionali, ma con una visione contemporanea di sfumatura futuristica.

I giovani chef normalmente iniziano la loro formazione professionale “scappando” dai loro luoghi di origine, attratti dall’avventura in terre straniere – lontane – sconosciute. Tu, non ti sei mosso dalla tua Sicilia, per scelta o per caso?

In realtà anche se per brevi periodi, sono uscito dalla Sicilia, ma alla fine ho deciso di fare il mio percorso formativo qui perché la nostra terra ha tanto da offrire. Aver auto la possibilità di poter imparare da persone più grandi e con molta esperienza è stato per me un onore.

Ingredienti e materie prime; la tua terra offre molto, riesci a trovare tutto per la cucina oppure qualcosa arriva dal “continente”?

La nostra terra è molto generosa, offre prodotti tra i migliori sul mercato, anche se il mio amore per la cucina non si limita solo al territorio a cui appartengo. Amo sperimentare e combinare, sono molto affascinato dalla cultura orientale, utilizzo alcuni dei loro prodotti, come il pepe di Sichuan, lo zenzero, le alghe e il daikon.

Quanto incidono le passate influenze della cucina araba con la tua cucina siciliana contemporanea?

Molto, entrando nei mercati tipici dove ancora si percepisce l’eco di una Sicilia che fu araba, vieni trasportato dai profumi delle spezie che hanno influenzato i nostri prodotti e la nostra cucina. Per un cuoco siciliano come me è una fonte di ispirazione, per potersi reinventare giorno dopo giorno.

Qual è il confine invalicabile tra tradizione, contemporaneità e futurismo nella tua cucina?

Non mi piace sconvolgere o rovinare piatto della nostra tradizione, non sarebbe corretto nei confronti di coloro che ci hanno tramandato tanta bellezza. Bisogna rispettare ciò che abbiamo ereditato, quando creo qualcosa di nuovo cerco di prendere degli spunti ma sempre in punta di piedi, ciò che rende contemporanea la mia cucina sono le lavorazioni a bassa temperatura, le cotture veloci, senza compromettere le materie prime.

Parlaci del tuo percorso televisivo.

Partecipai nel 2015 a “Mezzogiorno Italiano” su Rai1 con Federico Quaranta presentando il nostro “sfincione palermitano” nel 2018 al “Sicily Food Festival” dove proposi una rivisitazione della “pasta coi tenerumi”. In seguito partecipai a qualche programma di cucina sulle reti locali.

Progetti futuri?

Vorrei aprire un mio locale, dove potermi esprimere al massimo, far conoscere la mia cucina, cosa che già faccio. In un ristorante tutto mio, sarà tutt’altra cosa!

 

Articolo di Maurizio Pelli, editore

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